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Palestre: ieri e oggi

Le nostre Palestre compiono un anno!

Esattamente un anno fa, la sera del 22 giugno 2017, le palestre di Pokémon GO venivano ufficialmente riaperte, dopo un periodo di chiusura forzata necessario per compiere il tanto annunciato e discusso rework, che ha poi portato all’introduzione delle battaglie raid. I veterani di questo gioco ricorderanno bene quel momento, che segnò un cambiamento radicale nel modo di giocare; i giocatori più recenti, invece, potrebbero trovare interessante questo “viaggio” nel passato del nostro gioco.


Innanzitutto: come funzionavano originariamente le palestre in Pokémon GO?

Per cominciare, dal punto di vista grafico non avevano la struttura a cupola che siamo abituati a vedere oggi, ma erano delle vere e proprie torri di Pokémon; al momento di cliccarci sopra, veniva visualizzato il primo avversario che avreste dovuto affrontare, e scorrendo lateralmente vi venivano mostrati gli avversari successivi. La posizione di ciascun Pokémon all’interno della palestra era determinata dal suo numero di Punti Lotta, in ordine crescente: in fondo alla palestra stavano i Pokémon più deboli, che avreste dovuto quindi affrontare per primi, mentre in cima stavano i più forti, a cui sareste arrivati solo dopo aver sconfitto i precedenti. E qui arriva il bello: gli occupanti massimi di una palestra erano dieci. Esatto, dieci, non sei come nelle palestre attuali! Ed inoltre, non esisteva il sistema di motivazione che conosciamo oggi, per cui, se nella palestra che avreste voluto affrontare vi foste trovati davanti una Blissey a 3000 PL, sarebbe rimasta tale indipendentemente dal passare del tempo.

Come fare, allora, ad abbattere la palestra? Ebbene, la “forza” complessiva della palestra era stabilita da un punteggio (chiamato Prestigio della palestra), calcolato in base al numero di Pokémon presenti al suo interno. Il punteggio minimo, cioè quello di una palestra difesa da un solo Pokémon, era di 2000, mentre il massimo, quello di una palestra al completo, era di 52000. La procedura per abbattere una palestra diventava quindi questa: al termine della lotta, cioè quando l’attaccante decideva di fuggire oppure aveva esaurito la propria squadra, il punteggio globale della palestra diminuiva in base al risultato della lotta stessa (in particolare in base a quanti dei Pokémon difensori erano stati sconfitti), fino a far calare la palestra di uno o più livelli. Il livello della palestra dipendeva quindi dal suo punteggio complessivo. Man mano che il punteggio veniva abbassato, calava anche il livello della palestra, comportando così l’eliminazione del Pokémon più in basso. Ovviamente questo sistema rendeva necessari numerosi incontri prima di poter azzerare completamente una palestra, con un notevole dispendio di Pozioni e Revitalizzanti.

Una volta portato il punteggio della palestra a zero, la palestra diventava di colore bianco (esattamente come ora) e l’attaccante poteva finalmente inserire un proprio Pokémon. Ma la lotta non finiva qui!

Esattamente, perché a differenza di ciò che avviene ora, dove basta trovare uno slot libero per inserirsi, all’epoca gli slot erano liberi solo per i primi tre giocatori che si inserivano in palestra. Tutti gli altri si ritrovavano a dover “allenare” i Pokémon nella palestra, lottando contro quelli già presenti. Questa volta, però, il punteggio della palestra veniva alzato, facendo sì che se ne alzasse il livello e si rendessero disponibili nuovi slot.

E le ricompense?

Il sistema di ricompense delle palestre era completamente diverso da quello attuale: mentre ora è necessario che almeno uno dei vostri Pokémon difensori venga sconfitto per “portarvi a casa” le monete, all’epoca lo scopo era quello di mantenere le palestre intatte il più a lungo possibile, perché le ricompense venivano riscattate ogni 21 ore di permanenza in palestra. Era possibile ottenere, infatti, 10 monete e 500 polveri di stelle per ciascun Pokémon in palestra, con un massimo di 10. Questo, ovviamente, spingeva i giocatori a collocare i propri Pokémon con PL più alti nelle palestre, unito al fatto che i più bassi erano i primi ad essere buttati fuori dalla palestra in caso di attacco. Ciò purtroppo portava alcuni giocatori ad organizzarsi in modo da togliere il posto a dei compagni di squadra: bastava attaccare la palestra con un account secondario di colore diverso (o farla attaccare da un amico di un’altra squadra) fino a far uscire il primo avversario, per poi inserirsi al suo posto.

Ma quindi, questo rework che effetti ha avuto?

Molti si domandano se il rework abbia portato un miglioramento nel gioco, oppure un peggioramento. Cerchiamo quindi di fare un riassunto dei pro e dei contro di questo cambiamento nel sistema:

E voi, cosa ne pensate? Lasciateci le vostre opinioni, esperienze o ricordi nei commenti!

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